Saturday, December 31, 2011

PIETRO GIOVACCHINI (patriota della Corsica italiana)

PETRU (PIETRO) GIOVACCHINI ….......Un patriota esule in Patria

Chi era Petru GIOVACCHINI, irredentista corso, uomo d’azione dalla vita avventurosa e dal fulgido ingegno, dottore in medicina e chirurgia e poeta romantico? Qual’era il suo bellissimo sogno, rimasto purtroppo irrealizzato, d’una Corsica libera ed unita alla Madrepatria italiana, nel contesto del movimento irredentista corso negli anni ‘30 e ‘40? …In effetti, per conoscerlo veramente ed apprezzarne il pensiero e l’opera, occorre ricostruire, almeno per sommi capi, la sua storia affascinante.
L’Eroe nacque nel bel paese di Canale di Verde, nella parte centro-nord-orientale della Corsica, il 1° febbraio del 1910, da antica e nobile famiglia di schiettissimi sentimenti italiani. Quando il Nostro venne alla luce, il regime di occupazione francese sulla sua terra si protraeva da ben 140 anni circa, schiacciando tutto ciò che di italiano esisteva. Sin da giovinetto, collaborando con il benemerito giornale autonomista “A Muvra” (…”Il muflone” in dialetto corso; l’animale simbolo che libero s’inerpica sulle alte vette dell’isola), diede impulso e consistenza alle sue idee di libertà, italianità per la sua isola. Ben presto cominciarono i problemi con le autorità occupanti parigine: già nel 1927 venne espulso dal francese “Lycée National” di Bastia per i suoi sentimenti di italianità. Fondò il periodico “Primavera” che, in seguito, fu sequestrato dalla polizia francese. In questa rivista pubblicò la prima raccolta di poesie “Musa Canalinca”, mentre nel 1930 diede alle stampe “Rime notturne”.
Continuò ad essere un instancabile attivista ed irriducibile assertore del ricongiungimento della propria Isola alla Madrepatria Italia, si rafforzarono i contatti con attivisti irredentisti della cultura italiana ed amici della Corsica in ogni parte della penisola, avendo sempre peggior problemi con le autorità d’occupazione di Parigi, che lo tenevano sotto stretto controllo e lo avevano privato dei documenti di “espatrio” (dato che la nostra cara Corsica, aihnoi, risultava formalmente …Francia!). Conseguentemente, deluso - per il suo carattere indomito e battagliero - dalle morbide direttive d’azione del movimento autonomista corso, con seri rischi, ritenendo di avere più possiilità di successo pr la lotta di liberazione intrapresa, decise di fuggire nella vicina Penisola.
Qui venne accolto fraternamente. Nel 1930, ristabilendo orgogliosamente e coraggiosamente le antiche consuetudini della gioventù corsa, venute in decadenza a cagione delle “pressioni” e della ostilità delle autorità di occupazione parigine, s’iscrisse all’Università di Pisa, alla facoltà di medicina e chirurgia. Nel contempo, era stato chiamato alle armi dal governo francese e, essendo di nascosto tornato sull’isola, venne arrestato e internato in Francia al Fort de la Drette. Dovette anche servire la Francia quale soldato di leva! Ritornato a fine ferma nell’Isola, niente meno che nel settembre 1933, le autorità “pinzute” gli negarono il visto d’ingresso in Italia e lo tennero sotto stretta “sorveglianza” …il 1° ottobre dello stesso anno, infine, fù costretto a fuggire definitivamente dalla sua amatissima Isola, su una fragile barca e, dopo 3 giorni di avventurosa navigazione, approdò sulla dirimpettaia costa toscana nei pressi di Pisa.

Da questo momento in poi, l’opera dell’Eroe appare vorticosa e travolgente, il suo irredentismo, ampiamente sostenuto dal Governo italiano, che fieramente reclamava l’Isola Sorella, andava divampando come fuoco! Il 27 Novembre 1933 fondava a Pavia i famosi e benemeriti “Gruppi di Cultura Corsa” che, successivamente, si trasformeranno apertamente negli ancor più famosi e benemeriti, quanto indomiti “Gruppi d’Azione Irredentista Corsa”. Nel 1936 si laureava in medicina e chirurgia e, subito dopo, partiva volontario, quale ufficiale medico di un Reggimentio di CC.NN., per l’Africa Orientale Italiana, allora in costruzione. Si ammalò di malaria e, nel luglio del 1937, dovette rientrare in Italia, ma solo perchè costretto dalle ragioni di salute. Non pago, subito ripartiva volontario per la guerra civile in Spagna. Per la sua operosa abnegazione e per il suo coraggio (…tipici caratteri dei fratelli corsi) gli vennero concesse sul campo diverse decorazioni e la medaglia di bronzo al valore militare.
Nel giugno del 1940, con l’entrata in guerra dell’Italia, L’Eroe infiammava letteralmente la Penisola con mille manifestazioni invocanti l’unità della Corsica all’Italia. Nel 1942, per i suoi meriti patriottici, Petru GIOVACCHINI venne nominato Consigliere Nazionale nella XXX Legislatura e rappresentante della Corsica presso la Camera Italiana (Camera dei Fasci e delle Corporazioni). La sua benemerita creazione, i “Gruppi d’Azione Irredentista Corsa”, successivamente viene eretta in Ente Morale, grazie al lascito della nobildonna Pia BOSI di San Cesario sul Panaro, conquistata alla causa di redenzione dei fratelli Corsi.
In seguito ai tristi avvenimenti del luglio 1943 prima, ed aprile 1945 poi, l’alacre ed apassionata attività del GIOVACCHINI venne, suo malgrado, fortemente ridimensionata a causa di quelle ben note vicende. Nell’immediato dopoguerra, passata la prima ventata di persecuzioni, da parte delle vendicative autorità “pinzute” che ripristinavano lo status-quo padronale del loro possedimento Corsica, l’indomito Eroe venne condannato a morte in contumacia, nell’ottobre-novembre 1945, dal Tribunale Militare Supremo dello Stato Francese, in Bastia. Di tale condanna egli fù sempre altamente orgoglioso! Nel dopo guerra, riprese la sua funzione di medico condotto in un ospitale paese del Lazio, Canterano in provincia di Roma, che tanto gli ricordava, per la circostante verde natura, per il carattere e per il dialetto degli abitanti, l’indimenticato paese natio di Canale di Verde e la sua Isola tutta. In questo borgo accogliente, amato e rispettato da tutti i paesani, minato da un male contratto in guerra, GIOVACCHINI, il grande patriota ed eroe che solo si definiva “CORSO”, in assoluta onestà e povertà, rese l’anima al Signore il 29 settembre 1955, confortato dai non molti abitanti di varie contrade dell’Italia unita e corsi che, dopo gli immani sconvolgimenti, ancora fieramente credevano nei valori eterni di Patria ed unione sociale.
Con la sua morte, finiva l’epopea della avventurosa vicenda terrena dell’Eroe “Corso tra i Corsi” e, perciò, “Italiano tra gli Italiani”.
Un velo di oblio è sempre stato deliberatamente steso, sulla figura dell’Eroe e sulle sue vicende, dalla Francia dominatrice e dai tanti governi immemori della penisola, ma occorre infine far sapere che ci furono, nonostante la repressione pinzuta e la forzata diseducazione all’italianità, accanto al Nostro Petru GIOVACCHINI, dei corsi che si arruolarono volontari in Italia, facendosi onore nella guerra civile di Spagna.
Anzi, è proprio dalla terra insaguinata di Spagna che, Petru GIOVACCHINI ed altri giovani isolani aderenti ai benemeriti “Gruppi d’Azione Irredentista Corsa”, lanciarono nel settembre del 1938, un manifesto che merita di essere riprodotto, perchè vibra tutto di quell’indomità fedeltà alla Madre Patria di cui il grandissimo Eroe Pasquale PAOLI, precursore dell’illuminismo italiano, fù la figura più radiosa:
…AI FRATELLI D’ITALIA.
ITALIANI, NON DIMENTICATE LA CORSICA!
NON DIMENTICATE LA CORSICA, TERRA ITALIANISSIMA, CHE PER DUE MILLENNI DIVISE LE SORTI DI ROMA IMPERIALE, DI ROMA PAPALE, DI PISA E DI GENOVA; NON DIMENTICATE I CORSI, GENTE DI NOSTRA GENTE, CHE HANNO SANGUE ITALIANO NELLE VENE, CHE PARLANO UN IDIOMA ITALIANISSIMO.
ITALIANI, NON DIMENTICATE LA CORSICA!
I NOSTRI AVI LOTTARONO STRENUAMENTE, FEROCEMENTE, PER RIMANERE ITALIANI. FURONO PIEGATI DALL’ORO E DAL TRADIMENTO FRANCESE, NON DALLE ARMI. LA STORIA DI QUESTA DOLOROSA PASSIONE HA PAGINE FULGIDISSIME DI EROISMI. OGNI UOMO ERA ALLE ARMI; LE DONNE ED I FANCIULLI, PUR DI AIUTARE NELLA RESISTENZA CONTRO I FRANCESI, ERANO AL LATO DEI SOLDATI E, SE ALCUNO RIMANEVA FERITO, SI PONEVANO DAVANTI AI VALIDI PER FAR LORO SCUDO; I SACERDOTI, PRIMA DELLE BATTAGLIE, ADUNAVANO IL POPOLO IN CHIESA E, DAVANTI AL SANTISSIMO, FACEVANO “GHJURARE DI UN ESSE MAI FRANCESI”; I SOLDATI PRIMA DI MORIRE LANCIAVANO L’ESTREMO ATTO DI FEDE: “EU SO ITALIANU”.
ITALIANI, NON DIMENTICATE LA CORSICA!
LA FRANCIA UCCIDE SISTEMATICAMENTE QUELLO CHE ANCORA DI ITALIANO RIMANE NELL’ISOLA DOPO SECOLI DI DOMINAZIONE STRANIERA. PROIBISCE LA LINGUA ITALIANA, CHE E’ LA LINGUA DEL POPOLO, NELLE SCUOLE, NELLE CHIESE, NEI TRIBUNALI. STRAPPA I NOSTRI GIOVANI DALLA LORO TERRA E LI MANDA NELLE COLONIE E LI RESTITUISCE, DOPO POCHI ANNI, AMMALATI ED INVALIDI. LE CAMPAGNE SONO INCOLTE, LE INDUSTRIE MORTE, I PAESI CADENTI E SPOPOLATI.
ITALIANI, NON DIMENTICATE LA CORSICA!
CHI FRA NOI MANIFESTA LA SUA SIMPATIA VERSO L’ITALIA, ANTICA MADRE, VIENE PERSEGUITATO. LA SCHIERA DI ESULI RIFUGIATI IN ITALIA AUMENTA SEMPRE DI PIU’. SIAMO FUGGITI DALLA NOSTRA ISOLA E SIAMO VENUTI TRA VOI, NOI, ITALIANI FRA ITALIANI E FRATELLI TRA FRATELLI, PER DIRVI:
ITALIANI, LA CORSICA MUORE!
ITALIANI, NON DIMENTICATE LA CORSICA!
Viva L’italia, Viva la Corsica Italiana!
Onore a Petru GIOVACCHINI!

1 comment:

  1. I find very interesting the article, but I don't know well the Italian language. Can it be translated in plain English?

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